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Yamada Denki colosso giapponese per l’elettronica annuncia l’apertura verso i pagamenti in bitcoin

Yamada Denki colosso giapponese per l’elettronica annuncia l’apertura verso i pagamenti in bitcoin


Il Giappone continua ad essere pioniere

Nonostante questo periodo di incertezza nel mondo della blockchain, il Giappone sembra voler sposare sempre di più questa tecnologia.

Il colosso giapponese, Yamada Denki, leader di vendita di prodotti i-tech, annuncia che accetterà in ben due negozi pagamenti in bitcoin.

Questo sarà possibile grazie alla collaborazione con BitFlyer, una piattaforma di scambio criptovalute. I negozi scelti sono in posizioni molto strategiche, uno a Shinjuku zona molto visitata da turisti, e uno vicino alla borsa di  Tokio.

La società ha affermato:

“Oltre a diversificare i nostri servizi, implementeremo iniziative per migliorare il learning su cos’è e come funziona Bitcoin e la promozione verso il suo utilizzo”

Con il lancio di questa notizia, la società mira a soddisfare diverse esisgenze di un range di clienti sia in Giappone che all’estero, affermando di poter offrire un servizio e una qualità migliori rispetto ad altri concorrenti.

Yamada Denki ha fissato il limite di pagamento in BTC equivalente a 300000 Yen giapponesi ($ 2.760) per account. Attualmente bitcoin è quotato circa $ 11.200 (1.218.016 JPY) secondo l’indice dei prezzi di Coinmarketcap.com.

In Giappone comunque sono molti i rivenditori che accettano bitcoin. Bic Camera, un altro grosso rivenditore di elettronica, ad Aprile 2017 aveva annunciato la possibilità di pagare con criptovalute, sempre tramite BitFlyer. Ad Agosto 2017 la catena di grandi magazzini con sede a Tokio, Marui, ha implementato un sistema di pagamento in BTC nella sua sede Shinjuku.

Nell’aereoporto di Brismane (Australia), dove c’è un grosso afflusso di cittadini giapponesi inizierà a breve ad accettare criptovalute nei suoi negozi. L’idea è dimostrare come si possa evitare il cambio valuta mentre si viaggia. Bitcoin quando più negozi inizieranno ad utilizzare questi sistemi di pagamento, potrà a tutti gli effetti considerarsi valuta internazionale.

Come si è dimostrato fino ad oggi, il Giappone e più in generale l’estremo oriente sta utilizzando questa tecnologia sempre più e a quanto pare sembra non voglia smettere.


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