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Ingegneri Russi tentano di utilizzare un supercomputer per minare BTC

Ingegneri Russi tentano di utilizzare un supercomputer per minare BTC


Nella città di Sarov, al Russian Federal Nuclear Center, sono stati arrestati alcuni ingegneri che hanno tentanto di utilizzare un supercomputer del centro per poter minare BTC.

In base a quanto riportato, gli ingegneri, i cui nomi non sono stati divulgati, hanno eseguito l’accesso al computer offline ed hanno eseguito il collegamento ad internet nel tentativo di intraprendere l’attività di mining. Il sistema di sicurezza del supercomputer ha però trasmesso i dati necessari al Servizio di Sicurezza Federale (FSB). Attualmente sembrerebbe che i due incriminati siano già stati rilasciati dalla custodia cautelare a condizione che non lascino il paese.

La macchina in questione è uno dei due supercomputer più potenti della Russia con una capacità di calcolo pari a un petaflop, ossia la capacità di eseguire un quadrilione di operazioni al secondo; la seconda macchina del genere si trova nella città siberiana di Snezhinsk.

La Russia attualmente stà lavorando alla legalizzazione di Bitcoin, ma i dettagli di come il mining debba essere ragolato non sono ancora stati chiariti. Gli ingegneri arrestati non sono i primi ad aver pensato di utilizzare strutture governative per scopi privati quali il mining. La compagnia Ice Rock Mining ha già dei piani per avviare operazioni di mining in un vecchio bunker sovietico in una grotta di Almaty, in Kazakistan.

La compagnia intende sfruttare la bassa temperatura del bunker sotterraneo e la sua posizione nei pressi di un impianto idroelettrico come elementi ideali per contenere i costi nel sito di mining.


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